Sensori induttivi
Nel 1820 il fisico e chimico Hans Christian Oersted (1777-1851) scoprì l’elettromagnetismo. In seguito a una lunga serie di esperimenti, constatò che un ago calamitato posizionato in prossimità di un conduttore devia quando si collega il filo ai morsetti di una pila sotto l’effetto del campo magnetico così creato. Michael Faraday (1791–1867) e il fisico americano Joseph Henry (1797-1878) scoprirono poi un effetto complementare: l’autoinduzione. Quando una corrente elettrica varia in un conduttore, essa produce un campo magnetico variabile che induce una tensione nel circuito.
Si consideri un filo avvolto elicoidalmente intorno a uno spazio vuoto. Il filo forma la bobina d’induzione intorno a un nucleo di aria. Quando questa bobina accompagnata dal relativo campo magnetico viene posta in prossimità di un elemento conduttore, si inducono delle correnti attraverso tale elemento. Queste correnti si definiscono correnti di Foucault, dal nome del fisico francese Léon Foucault (1819-1868), famoso per la sua dimostrazione del movimento della terra tramite la rotazione del piano di oscillazione del pendolo, che provò l’esistenza delle correnti generate dai campi magnetici. Queste linee di correnti, chiuse su loro stesse, vanno in direzione opposta alla corrente che circola nella bobina e generano propri campi magnetici propri. |